Playload
Titolo: Complicated Human Relationships
Produttore: Autoprodotto
Casa discografica: Sintetica Records
Anno: 2009

"Complicated Human Relationships" è il primo album del quintetto leccese; in precedenza li abbiamo apprezzati in un promo datato 2008.
Oggi i Playload sembrano aver costruito un amalgama musicale di spessore: le chitarre, puntuali, stuzzicano, mentre il piano lentamente funge da collante tra il basso e la batteria. La voce di Dario De Francesco è quella del "perfetto direttore d'orchestra", colui che fa sue le musicalità che gli vengono proposte, e lo fa immergendosi completamente. Quello che ne nasce è un'intesa che si avverte ascoltando attentamente le note eseguite dai singoli musicisti.

L'album parte energico, sembra voler trascinare con immediatezza l'ascoltatore, sembra voler le attenzioni che merita, "Back of the Sun", l'urlo di Dario ne è la sintesi. La ruvida distorsione sincopata va a braccetto con l'hammond di Gabriele De Carlo, il tutto ad un ritmo incalzante: non c'è tempo per distrazioni ora.
E così anche per la second track "Never Go", si va forte, si accelera, ci si deve disorientare, fino alla spiazzante "Looking at the other Window" pezzo strumentale, che frena i ritmi, anzi li schiaccia: è il piano che prende la scena, lo fa di petto, la chitarra classica lo segue a ruota, dolcemente, nessuno emerge se non l'insieme.
Il quintetto pugliese ora ci invita a sedare l'animo, a riflettere, a riprendere fiato. Ci preparano ad una ballata d.o.c., la struggente "What a Surprise", dove ci si appoggia ad una melodia accomodante, per poi lasciarsi completamente avvolgere dall'assolo ben strutturato di Gabriele Muja.
In "Eye of Vision", ci si imbatte in una sonorità palesemente introspettiva, il basso di Davide Pezzuto echeggia, vibrante, la cupezza a tratti si apre in volteggi ritmici dettati dalla batteria di Nino Vergari.

I ragazzi ci stanno invitando ad entrare ad occhi aperti nella loro Musica. Passando per "Shape", pezzo blueseggiante, una sorta di stornello ben strutturato, dove emerge la voce limpida e modulata a dovere di Dario.
"Summer Rain", come dice il titolo stesso, "pioggia d'estate", ha il sapore del caldo cemento che si bagna d'improvviso, lasciando aleggiare quel profumo caratteristico, mentre cerchi nel cielo l'arcobaleno che deve esserci per forza.
Ma nulla è scontato: si alternano i ritmi, prima distesi e poi tesi; d'altronde d'estate la pioggia spiazza. Ma ci fa respirare. Ecco che ritorna il volere dei Playload.

I cinque ragazzi del Salento convincono, a loro non manca nulla.
Aspetteremo il prossimo capitolo, lo attendiamo, perchè no?, con una speranza: un approccio orgoglioso con la lingua Italiana, per farci entrare interamente nel loro mondo!

Canzoni:
Back of the Sun
Never Go
Looking at the other Window
What a Surprise
Eye of Vision
Shape
Shape old version
Summer Rain
Untill the Morning (ghost track)
[pablo.p]