Heliantus
- Alternative - Rock - Hard Rock - Elettronica -
Storia






foto 2004


Gli Heliantus nascono in una calda sera d'estate del giugno 2000.
Stefano Gallone (Avellino,18/11/1984 - Basso e sintetizzatore) riceve una telefonata da Alfonso Auriemma (Avellino, 31/03/1984 - voce, chitarra e sintetizzatore), suo stretto compagno di scuola, nella quale gli viene proposta la formazione di una band. Dopo alcuni chiarimenti riguardo le idee e le doti tecniche di entrambi, i due prendono la decisione di condividere ogni creatività.
In principio, sotto il nome di “Hanged’s ballad”, i due registrano una mc demo di 7 brani che avrebbe fatto il giro di alcune case discografiche; ma la demo stessa non contiene tonalità sufficientemente emotive o dotate di quel carisma utile a soddisfare le esigenze soprattutto personali di entrambi. Tali brani, sporadicamente eseguiti con solo una chitarra ed una tastiera, vagano tra ballate rock, melodie metalliche ed accenni elettronici. Pochi mesi avanti, usufruendo di un maggiore e decisivo supporto strumentale e multimediale, vengono accumulate nuove idee immediatamente archiviate nel primo cd auto-prodotto “There is nothing of surplus like essential”. Il cd fa il giro anch'esso di alcune case discografiche e produttori ottenendo, come risultato, la considerazione da parte di alcuni soggetti. Di qui fino ai momenti odierni, affamati di un contratto discografico, i due hanno raccolto ulteriori idee e spunti di ricerca terminati nella successiva auto-produzione “Human eclipse”. Il successivo "Meiosis" si presenta come il miglior lavoro proposto dalla band fin qui; il disco presenta notevoli incursioni in generi musicali già esplorati dal gruppo, che, ora, dimostra non solo di essere ormai in possesso di concezioni e strumentazioni utili ad ogni categoria di sperimentazione quanto capace di ottenere validi risultati dal punto di vista compositivo. Meiosis, per la band, è una discesa verso la liquefazione dei suoni, che partono graffianti, ruvidi ma riflessivi e giungono a destinazione glaciali, oceanici. Non sono da meno i contenuti, che confermano una particolare idea del gruppo nei confronti di una realtà che, da un punto di vista leggermente nichilista, contiene ben poco di reale.
Alfonso e Stefano, nell'estate del 2004, sono costretti, per motivi probabilmente personali, a perdersi per un po' di vista per intraprendere ognuno la propria strada in ambito universitario. Alfonso preferisce Firenze, Stefano sceglie Roma. Il gruppo subisce una stasi che incide profondamente su una momentanea pausa relativa alla chiusura di un ciclo, quello, cioè, che aveva visto, fino ad ora, come protagonisti esclusivamente i due amici. Vede la luce, così, "Dissection", un insieme di brani sospesi nella produzione del duo, uniti ad esperimenti elettronici complementari a collage sonori,atti ad incrementare l'essenza di sperimentazione dell' intera opera. Resta da sottolineare, nel 2005, la stesura di un ep sperimentale sia nei suoni che nelle parole: "Croci di cera", in cui risiedono brevi ma coinvolgenti testi (per la prima volta) in lingua italiana, rappresenta esclusivamente un segno per ribadire la presenza continua e stabile del duo (prossimo trio) sulla scena (anche se un po' nascosta) musicale avellinese. Il cd è, forse, scarso di idee, ma la componente elettronica del contenuto lascia intendere la voglia e lo spirito di sperimentazione sempre vivo e costantemente alla base dell' etica sonica del gruppo.
Il suono degli HELIANTUS è, e rimane, comunque, tutto da comprendere e, per essere compreso a fondo, necessita di una interpretazione strettamente personale. Chiunque ne ascolti un brano rimarrà sconvolto (in ogni senso) dalla incomprensibile mutazione di generi: si passa facilmente dal metal industriale al rock più duro, toccando frammenti di psichedelia e sorvolando cime di elettronica. La sperimentazione la fa da padrona e si pone come fondamenta nei confronti della ricerca di una precisa identità. Gli HELIANTUS sono proprio questo: ricerca di se stessi...e non avranno quiete finchè essa non maturerà frutti.









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